Centri
La
Provincia di Roma, con la creazione di tre centri che operano
su tutta la gamma del disagio, ha introdotto un'innovazione
importante che la distingue nel panorama italiano. Mentre infatti
sono più diffusi i centri dedicati a donne e bambini maltrattati,
meno frequente è l'attenzione al disagio sociale che
si esprime con una valenza di genere. Intervenire in modo mirato
su questo target sta maturando una comprensione maggiore delle
dinamiche che portano all'esclusione sociale, sviluppa professionalità e
metodologie nuove.
Centro antiviolenza
Viale di Villa Pamphili,84 – 00152 Roma – Tel.06.5810926
E-Mail: ceproant@tiscali.it
ENTE GESTORE: Associazione “Differenza Donna” Onlus.
DESTINATARIE: Donne vittime di violenza e/o maltrattamenti.
INIZIO ATTIVITÀ: 1992
Attività anno 2009
Il Centro Provinciale Antiviolenza grazie alla Legge Regionale 64/93, è stato il primo centro aperto sul territorio della provincia di Roma, rappresenta un luogo privilegiato ove monitorare il fenomeno della violenza di genere.
FORNISCE I SEGUENTI SERVIZI:
- centralino in funzione 24h su 24 per 365 giorni l’anno;
- accoglienza;
- ascolto e decodifica della domanda;
- colloqui di sostegno e di elaborazione del vissuto di violenza;
- sostegno alla relazione madre-figlio;
- assistenza legale;
- assistenza sociale e consulenza psicologica;
- orientamento e sostegno attivo all’inserimento sociale e lavorativo;
- sostegno nella ricerca della casa;
- gruppi di auto-aiuto;
- segretariato sociale;
- ospitalità a donne italiane e immigrate in possesso del permesso di soggiorno, anche con figli
(età massima 12 anni);
- inserimento scolastico dei minori ospiti;
- invio presso altri centri specializzati per donne che non possono usufruire dell’ospitalità del Centro Antiviolenza.
ACCOGLIENZA:
prevede una serie di servizi offerti alle donne che si rivolgono al centro e comprende un insieme di prestazioni volte a programmare un percorso di fuoriuscita dalla situazione di violenza. Le donne che si rivolgono al centro sono coloro che scelgono di porre fine alla situazione di violenza che hanno subito spesso per anni. L’aiuto che viene offerto non è di tipo assistenziale, la sola assistenza, anche se fornisce risposte immediate, lascerebbe la donna in una situazione passiva. Il lavoro proposto invece, parte dall’analisi della storia personale della donna, dei sensi di colpa, del vissuto interno e relazionale, con lo scopo di farle riacquistare l’autostima che le permetterà di gestire e superare le difficoltà che incontrerà nel percorso verso l’autonomia.
I colloqui sia di primo contatto che di consulenza, solo 2009, sono stati 832.
Il primo contatto che, generalmente, avviene attraverso la telefonata è un momento fondamentale in cui si gioca la relazione futura fra il centro e la donna, importante, quindi, sin da subito, stabilire una relazione empatica con la stessa.
Uno dei principi cardine della metodologia del centro antiviolenza è che sia la donna a prendere contatti direttamente con il centro stesso, in quanto, è il primo passo per iniziare il percorso che le permetterà di prendere le distanze da quei sentimenti che fanno riferimento alla spirale della violenza domestica ( intimidazione, isolamento, valorizzazione, segregazione, aggressione etc.).
OSPITALITÀ
Il servizio di ospitalità è previsto per tutti i casi in cui la donna e/o i figli minori sono in grave pericolo di vita. Le donne che usufruiscono della residenzialità possono essere ospitate per un periodo massimo di 5 mesi. Nell’anno 2009 le donne ospitate sono state 29 di cui 28 minori.
Durante la permanenza vengono offerte una serie di prestazioni volte a programmare il superamento della situazione di violenza e il reinserimento sociale.
IL LAVORO CON I BAMBINI
Negli ultimi anni si è constatato un aumento dei bambini vittime di violenza assistita, da maltrattamenti e violenza sessuale e, proprio partendo da questo dato, che si sono proposti degli interventi di prevenzione e limitazione del danno.
Il fulcro di questi interventi è il recupero di un sano rapporto madre/figlio, obiettivo prioritario per la salvaguardia dei minori. Vengono, quindi, svolti colloqui individuali e di gruppo di bambini ospiti condotti da educatrici professionali e psicologhe ed incontri sulla relazione madre-figli.
Inoltre, si lavora in rete con i servizi che si occupano di bambini vittime di abuso sessuale e con loro si coordinano gli interventi. Gli incontri di gruppo settimanali sono rivolti anche ai minori ex ospiti.
All’inizio dell’anno scolastico si provvede, per i minori ospiti, all’inserimento scolastico, pertanto si effettuano delle riunioni con i diversi dirigenti scolastici delle scuole di appartenenza per facilitare il loro inserimento nel gruppo classe. Per i minori che frequentano la scuola elementare è previsto un servizio di supporto allo studio, rivolto anche alla madre che deve sostenere il proprio figlio nella fase dell’apprendimento scolastico.
CONSULENZA E ASSISTENZA LEGALE
E’ un ufficio attivo 3 giorni alla settimana e si rivolge sia alle donne ospiti che a quelle accolte, per espletare questo servizio il centro si avvale di un gruppo di avvocate penaliste e civiliste specializzate nelle tematiche inerenti i minori, violenza, lavoro e immigrazione. La consulenza è gratuita, in caso di avvio delle cause legali, per coloro che si trovano nell’impossibilità di pagare, verrà predisposta la richiesta per il gratuito patrocinio.
Le donne, in questo spazio, possono venire a conoscenza dei loro diritti e delle loro tutele rispetto a mariti o conviventi violenti. In totale le consulenze legali sono state 197 di cui: 53 per il Tribunale civile, 65 per il Tribunale dei Minorenni e 79 per il Tribunale Penale.
IL SERVIZIO DI ORIENTAMENTO AL LAVORO. SPAZIO LAVORO E FORMAZIONE
Il servizio di inserimento socio-lavorativo è rivolto a tutte le donne che afferiscono al centro. I colloqui incentrati sulle precedenti esperienze lavorative, sulle competenze, sulle risorse, sui desideri e sulle aspettative, permettono di stilare un bilancio di competenze e di scrivere insieme il curriculum vitae da presentare successivamente nei posti di lavoro.
Un importante contatto istituzionale del centro è quello con il COL “Simonetta Tosi” con cui si è realizzato un protocollo. L’impegno del centro non è finalizzato esclusivamente alla ricerca di un’occupazione in quanto tale ma, anche, alla formazione professionale attraverso la frequenza di corsi di formazione finanziati dalla Regione, dalla Provincia e dal Comune di Roma.
RETE
Il Centro Antiviolenza della Provincia di Roma, è stato il primo centro ad essere aperto nell’Italia centro-meridionale, nel 1992. Negli anni ha creato una ricca rete di collaborazione e sinergia con diverse istituzioni comunali e provinciali e diverse associazioni e cooperative del privato sociale. Il lavoro di rete è uno degli elementi caratterizzanti la metodologia del centro antiviolenza, per perseguire gli obiettivi di autonomia delle donne vittime di violenza, infatti, è necessario e funzionale mettere in collegamento le risorse preesistenti sul territorio, evitando così la sovrapposizione delle competenze e favorendo un intervento che guarda all’insieme della persona. Si può pertanto immaginare la rete come un corollario che circonda il centro antiviolenza e che ricopre i diversi aspetti sociali e psicologici delle donne ospiti e delle donne accolte.
Centro MAREE
Via Monte delle Capre, 23 – 00148 – Roma Tel. 06.6535499
E-Mail: centromaree1@virgilio.it
ENTE GESTORE. Associazione “Differenza Donna” Onlus.
DESTINATARIE: Donne in difficoltà nella maternità o comprovato stato di disagio per altri motivi.
INIZIO ATTIVITÀ: 2000
Attività anno 2009
ACCOGLIENZA
Nel 2009 presso il Centro “Maree” sono state accolte 572 donne di cui il 73% italiane ed il restante 27% immigrate. L’età media è di 40 anni, spesso sono in stato interessante o con figli piccoli ma non sono mancate anche adolescenti o/e cinquantenni.
L’invio delle donne è avvenuto o direttamente dalla donna o da parte delle Forze dell’Ordine, dai Servizi Sociali Territoriali, dal numero Verde Nazionale 1522.
Le richieste di aiuto hanno riguardato:
Difficoltà nell’inserimento sociale; donne fuggite da casa per motivi di violenza psicologica e fisica; Donne mandate via dalla famiglia di origine a causa della gravidanza;
Donne dimesse dall’Ospedale prive di un luogo adatto alla convalescenza per sé e per il proprio neonato, conflitti familiari tra genitori e figli, disagio sociale a causa dell’assenza di lavoro.
OSPITALITÀ
Le donne ospitate sono state 29 e i minori 29.
Grazie ad un protocollo d’intesa tra il centro e l’Ufficio Scuole del Municipio XV, i minori ospitati godono di una corsia preferenziale per la frequenza ai servizi scolastici di zona
L’ospitalità è finalizzata all’orientamento, al recupero dell’autonomia e al reinserimento sociale e lavorativo attraverso progetti personalizzati.
Il lavoro con le donne ospiti si svolge simultaneamente su due piani che si integrano tra di loro: il lavoro individuale e il lavoro di gruppo.
CENTRALINO TELEFONICO ATTIVO 24 ORE SU 24
E’ lo strumento cardine. Una buona comunicazione iniziale, infatti, è basilare per instaurare un rapporto di fiducia tra la donna e il centro che stimolerà la progettazione futura.
LO SPAZIO DEI PICCOLI
Uno spazio mentale e fisico a favore dei figli delle donne ai quali è dedicata una particolare cura ed attenzione per la difficile fase in cui sono coinvolti, appositamente attrezzato per l’accoglienza dei bambini con cui, insieme alla psicologa e alle operatrici del centro, si svolgono incontri strutturati di gioco, attività manuali, teatrali, animazione e drammatizzazione. E’ una sezione importante del progetto in quanto, attraverso il gioco libero ed il disegno, i bambini possono elaborare le emozioni e il vissuto.
L’intervento si basa su:
L’osservazione del minore attraverso il gioco sia da solo che in relazione con altri bambini;
L’elaborazione delle emozioni e del vissuto mediante colloqui e disegno libero;
Monitoraggio della situazione emotiva e relazionale del minore, fondamentale, oltre che per svolgere un efficace lavoro di sostegno anche per fornire una dettagliata documentazione al Servizio Sociale e/o al Tribunale;
Incontri a sostegno del nucleo madre e bambino
Nell’anno 2009 si sono svolti 88 incontri di sostegno alla diade madre-bambino allo scopo di favorire il recupero della relazione spesso minata dalla violenza perpetrata. Scopo degli incontri, con i genitori e con i bambini separatamente e delle sedute congiunte di gioco tra genitori e figli, è di promuovere la costruzione di una relazione basata sulla verità ed il rispetto reciproco e l’accrescimento nei bambini dell’autostima, della comunicazione e comprensione con le madri, soprattutto in riferimento alla storia di violenza subita.
SPAZIO NEUTRO PER GLI INCONTRI PROTETTI
Gli incontri sono disposti dal Tribunale dei Minori hanno la finalità di ristabilire un rapporto sereno tra genitori e figli allontanati dall’ambiente familiare a causa di separazioni traumatiche.
Sono stati svolti 16 incontri protetti.
SERVIZIO DI ORIENTAMENTO AL LAVORO. SPAZIO LAVORO E FORMAZIONE
Il centro gestisce uno sportello di orientamento al lavoro. Lo sportello interviene sia per le donne ospiti sia per le donne che si rivolgono ad esso come esterne, italiane e straniere.
In questo spazio la responsabile del servizio compie un bilancio delle competenze e delle risorse delle donne e vengono aiutate nel formulare un curriculum vitae.
SOSTEGNO E ASSISTENZA GIURIDICA
Per le donne che ne fanno richiesta è stato attivato l’ufficio legale.
Nel 2009 sono state svolte:
44 consulenze per il Tribunale Civile, 66 consulenze per Tribunale Penale e 48 consulenze per il Tribunale dei Minorenni.
Sono stati avviati dei procedimenti penali e civili a tutela delle donne accolte ed ospiti. La richiesta maggiore è avvenuta per: denunce querele a seguito di maltrattamenti fisici e psicologici, separazioni, affidamento, decadimento della potestà, misure cautelari a tutela dei minori.
L’impegno è anche quello di far emergere all’interno dei Tribunali i diritti delle donne vittime di violenza o in difficoltà, contribuire a diffondere la cultura di genere per creare una rete sempre più efficace tra Centri, Servizi Sociali, e Forze dell’Ordine a sostegno delle donne in difficoltà.
LABORATORIO DEL BENESSERE
E’ un laboratorio di riflessione e riappropriazione della salute di ogni donna, dove per salute si intende uno stato di benessere psico-fisico-relazionale, in cui collaborano psicologhe, ostetriche, medico legale, nutrizioniste. E’ rivolto sia alle donne ospiti che alle donne accolte, in stato di gravidanza e puerperio.
Attività svolte:
gruppi su igiene e cura della persona, igiene alimentare; shiatzu;biodanza;
MONITORAGGIO DELLA SALUTE
Nell’ambito di questo spazio è possibile monitorare gli effetti dei maltrattamenti sulla salute delle donne svolgendo anche una funzione informativa e di raccordo con le strutture pubbliche esistenti nel territorio. I disturbi correlati e maggiormente manifestati negli anni sono: cefalea, stati depressivi, tachicardie, dermatiti, disturbi alimentari.
GRUPPO DI SOSTEGNO ALLA GENITORIALITÀ
E’ uno spazio in cui le mamme possono incontrarsi, per confrontarsi, scambiare l’ esperienze, condividere i problemi, le ansie, le incertezze. Molte donne, a causa del lento processo di svalutazione a cui sono state sottoposte, presentano una compromissione della capacità genitoriale, questi incontri permettono di elaborare la situazione di disagio per ricostruire le capacità di accudimento e di sostegno della donna nei confronti dei figli diventando così un valido punto di riferimento.
SPORTELLO A.S.T.R.A. (Anti Stalking Risk Assessement).
Lo sportello ASTRA ( anti-stalking risk assessment sportello per la gestione dei casi di stalking e il sostegno alle vittime che subiscono condotte persecutorie) è un servizio gratuito, che si svolge ogni lunedì dalle 9 alle 13, istituito presso il centro, attivo dal mese di Ottobre 2007.
Allo sportello possono rivolgersi sia spontaneamente sia attraverso il numero della rete antiviolenza del Ministero delle Pari Opportunità 1522 o su iniziativa delle forze dell’ordine, nello specifico:
Le donne vittime di stalking ed eventuali parenti per un sostegno e consulenza psicologica, per una consulenza ed assistenza legale e valutazione del rischio di recidiva;
Forze dell’Ordine e Magistratura per la valutazione del rischio di recidiva e della escalation della violenza, per la valutazione del danno, utile ai fini delle indagini, per un sostegno durante l’audizione delle vittime e dei persecutori, per la gestione del caso;
Operatori dei servizi sociali e sanitari, per la presa in carico e consulenza sui casi di stalking;
Nell’anno 2009 sono stati svolti 158 colloqui.
LAVORO DI RETE
Uno dei punti di forza per l’attuazione del progetto è stata l’attivazione della rete, presupposto utile per unire le forze e le risorse di ciascuno allo scopo di raggiungere la piena autonomia personale ed economica della donna in difficoltà. Innanzitutto la collaborazione è iniziata con il XV Municipio, dove il centro è ubicato e poi di seguito si sono intessuti rapporti con i Servizi Sociali Territoriali e Sanitari che hanno permesso di avere risposte sempre più adeguate ed efficaci alla donna in difficoltà. La rete coinvolge, infatti, i Servizi Sociali e i Consultori di Roma e Provincia, gli Ospedali adiacenti al Centro, i Commissariati e i Carabinieri, le Ambasciate e i Consolati, i COL per un supporto all’inserimento lavorativo delle donne, soprattutto le più giovani.
Centro Provinciale di prima accoglienza e assistenza sociale per donne in difficoltà.
Via di Colle Tocciarello, 1 – VALMONTONE
Tel. e Fax 069591187
E-Mail: cadd.valmontone@libero.it
ENTE GESTORE: Dal 1 Gennaio 2010 la gestione del centro la Ginestra è costituita dall'ATI composta dalla Casa Internazionale delle Donne e dall'associazione Ponte Donna.
DESTINATARIE: Donne in difficoltà nella maternità o comprovato stato di disagio per altri motivi.
INIZIO ATTIVITÀ: 2000
Attività anno 2009
ACCOGLIENZA: Per accoglienza s’intende l’insieme di prestazioni e servizi erogati dal centro e dal Consorzio Casa Internazionale delle Donne a favore non solo delle ospiti ma, anche, delle donne che afferiscono al centro o ai servizi preposti ma che non necessitano di ospitalità.
Le donne accolte sono state 256. I colloqui effettuati, sia con le donne esterne che con le donne ospiti, sono stati 411.
E’ stato rilevato che nell’ultimo anno vi è un crescente numero di donne ultra cinquantenni che si rivolgono al servizio: donne dai 50-55 anni in su che, dopo una vita di violenze, maltrattamenti, sofferenze accanto a uomini più o meno violenti, decidono di cambiare e di porre fine a questa esperienza spesso devastante. Circa l’80% delle donne accolte sono state vittime di violenza mentre il restante 20% sono donne in situazione di disagio quali la perdita del lavoro e/ la casa.
Le principali problematiche emerse sono: maltrattamenti all’interno delle mura domestiche, violenze psicologiche e fisiche, violenza economica, stalking, segregazione, violenze sui minori, bambini testimoni di violenza domestica.
OSPITALITÀ.
Intesa come permanenza presso il centro, durante la quale si costruisce, insieme alla ospite, un progetto complesso e articolato col fine del raggiungimento della piena autonomia della donna.
L’ospitalità è per un periodo di 5 mesi, salvo casi eccezionali per i quali si rende necessaria una maggiore permanenza.
Nel corso del 2009 sono state ospitate 14 donne e 17 minori.
ASCOLTO TELEFONICO E PRIMA ACCOGLIENZA.
I punti di ascolto sono due, uno presso il centro di Valmontone attivo 24 ore su 24 per tutto l’anno, l’altro presso la Casa Internazionale delle Donne a Roma funzionante tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.30.
Rispondono operatrici formate e preparate all’ascolto, all’accoglienza e alla comprensione, molto spesso, infatti, la telefonata rappresenta il momento fondante dell’intero rapporto futuro con la donna.
I contatti telefoni nell’anno 2009 sono stati 657.
LE ATTIVITÀ CON LE DONNE.
Per l’anno 2009 si sono svolte diverse attività a favore delle ospiti:
- Colloqui di sostegno;
- Consulenze legali, attraverso le avvocate delle associazioni Sostegno Donna e Codice Donna;
- Gruppi di orientamento al lavoro;
- Consulenze psicologiche;
- Gruppi di arte terapia per permettere una prima rielaborazione del proprio vissuto;
- Classi di esercizi di bioenergetica, aiuta le donne a far emergere l’inespresso di se stesse;
- Gruppi di discussione monotematici ( stalking, mobbing, violenza domestica etc..);
- Laboratori ludico-ricreativi per i bambini;
- Gite culturali o di svago, quali: al mare, a Roma e provincia;
- Seminari, rivolti alle adolescenti ospiti nel centro, sulla sessualità;
- Cineforum;
- Laboratorio di cucina;
- Laboratori di ricamo e maglia;
- Laboratori di carta pesta e pasta di sale;
- Supporto scolastico per i minori;
- Monitoraggio sulla genitorialità;
- Supporto per le donne nel recupero delle competenze sia formative sia personali;
- Orientamento e sostegno nella ricerca di un lavoro;
- Inserimento scolastico dei minori;
LE ATTIVITÀ CON I BAMBINI.
Lavorare in un centro che accoglie donne in difficoltà con figlie/i presuppone l’esistenza di uno spazio dedicato solo ai minori in cui possano trovare da una parte un ambiente protetto e dall’altro uno stimolo verso il cambiamento.
Le attività per i minori si sono svolte su tre aree:
- Laboratori ludico-creativi;
- Sportello di ascolto;
- Lavoro di rete con i servizi del territorio;
Il laboratorio ha permesso di trovare il luogo in cui le bambine ed i bambini hanno potuto dire qualcosa che riguardasse il loro vissuto.
Le attività dello sportello di ascolto, invece, si suddividono in tre aree:
- Colloqui di accoglienza;
- Colloqui di consulenza individuale;
- Avvio di un percorso psicoterapeutico;
Il numero dei laboratori svolti con minori ospiti del centro sono stati: 20.
Con i bambini esterni: 17.
I colloqui individuali con i minori ospiti: 62.
Con i bambini esterni:26.
ATTIVITÀ SVOLTE DALL’ASSOCIAZIONE “IL CORTILE
L’associazione Il Cortile in questo anno, ha approfondito e meglio sviluppato l’esperienza di psicoanalisi breve ( 5 mesi ) rivolta alle donne che, come sostiene la psicoterapeuta del centro, ha prodotto, in alcuni casi, una vera e propria rettifica soggettiva permettendo un cambiamento della posizione delle donne da uno stato di disagio in altri ponendo le premesse per il raggiungimento di una posizione più consapevole, primo passo indispensabile verso un reinserimento lavorativo e sociale.
Un supporto psicologico generalizzato, quindi, che non miri a patologizzare la donna, ma che apra a una reale messa in questione delle scelte da lei perpetrate e che, non proponendo delle soluzioni aprioristicamente definite, rappresenti uno strumento indispensabile per una duratura modifica nella vita della donna è sempre più necessario.
CONSULENZA LEGALE
Le consulenze legali sono gratuite e fornite dall’associazione “ Codice Donna” e sono rivolte a tutte le donne che afferiscono al progetto.
L’associazione è composta da avvocate specializzate in diritto di famiglia con particolare competenza nel settore penale, minorile, di famiglia presso il tribunale ordinario e del diritto del lavoro, presta preliminarmente un’attività di consulenza, attraverso la quale illustra alla donna i suoi diritti ed i suoi doveri e le modalità con cui si possono esercitare.
Qualora si decida di procedere per le vie legali, l’associazione assiste le donne nei relativi processi.
IL SERVIZIO DI ORIENTAMENTO AL LAVORO.
SPAZIO LAVORO E FORMAZIONE
Le donne hanno una maggiore difficoltà ad inserirsi nel mercato del lavoro sia per la situazione di contesto economico sociale sia perché i percorsi di vita difficili e i lavori svolti mancano di continuità e professionalità. Può accadere pertanto che vengano perdute competenze e capacità tecniche e relazionali necessarie per una lettura appropriate delle richieste del mercato del lavoro.
L’orientamento ha come obiettivo:
- La ricostruzione delle competenze di vita e lavorativi attraverso il racconto di sé;
- Bilancio di competenze;
- Rafforzamento dell’empowerment personale;
Le attività di orientamento svolte in questo anno, hanno riguardato 60 donne complessivamente tra colloqui di orientamento e gruppi di empowerment.
LAVORO DI RETE:
Per il 2009 si è continuato il lavoro, intrapreso negli anni passati, sul territorio della provincia per creare un rete sempre più ampia e omogenea ma che soprattutto usi lo stesso linguaggio.
Nel corso del tempo si sono consolidate delle relazioni con altre istituzioni del pubblico e del privato sociale che hanno permesso di offrire un intervento sempre più globale rispetto alle difficoltà di cui la donna è portatrice.
Si sono attivate corsie preferenziali con i Consultori ed i Servizi Sociali dei comuni della provincia di Roma compresi alcuni Municipi di Roma.
Altri rapporti si sono concretizzati nel corso della gestione del centro con le associazioni che si occupano di donne, stranieri o formazione, con i Centri orientamento al lavoro, Centri per l’impiego, Forze dell’Ordine…
la donna che ha subito violenza e si configura come una delle strategie privilegiate su cui Solidea intende investire nel tempo.