Centri


La Provincia di Roma, con la creazione di tre centri che operano su tutta la gamma del disagio, ha introdotto un'innovazione importante che la distingue nel panorama italiano. Mentre infatti sono più diffusi i centri dedicati a donne e bambini maltrattati, meno frequente è l'attenzione al disagio sociale che si esprime con una valenza di genere. Intervenire in modo mirato su questo target sta maturando una comprensione maggiore delle dinamiche che portano all'esclusione sociale, sviluppa professionalità e metodologie nuove.


Centro antiviolenza per donne
Viale di Villa Pamphili,84 – 00152 Roma – Tel.06.5810926
E-Mail:
ceproant@tiscali.it

Destinatarie
Donne vittime di violenza e/o maltrattamenti

Inizio attività: 1992

Attività anno 2006
Le donne vittime di violenza che si sono rivolte al Centro sono state 513, le telefonate ricevute sono state 713 e i colloqui effettivamente svolti sono stati 472.
Per quanto riguarda la provenienza delle donne, circa il 60% sono italiane, per il resto straniere.
Nell’arco dell’anno le donne ospitate all’interno del Centro sono state 20, delle quali 12 straniere e 8 italiane. I minori ospitati sono stati 20.
La fascia di età delle donne che si rivolgono al Centro, è compresa dai 18 ai 70 anni.
Il servizio che il Centro Antiviolenza della Provincia di Roma svolge è essenzialmente quello di accogliere ed ospitare donne e minori vittime di violenza.
Le richieste di aiuto maggiormente ricevute hanno riguardato situazioni di violenza fisica, psicologica, domestica o extradomestica. Da ciò è emerso un dato preoccupante, circa l’aumento esponenziale di bambini che sono stati vittime di violenza assistita, maltrattamenti e violenza sessuale.

Gli interventi hanno riguardato:

Il lavoro con le donne, attraverso incontri programmati per un “nuovo progetto di vita”;

Il lavoro con i bambini: centralizzato su interventi tesi a limitare e contrastare il danno e per prevenire e educare al rispetto dei più deboli: i bambini;

Recupero di un sano rapporto madre/figlio come obiettivo prioritario per la salvaguardia dei bambini;

Lavoro di rete con i principali servizi che si occupano della terapia dei bambini vittime di abuso sessuale con i quali vengono programmati una serie di interventi;

Consulenza e assistenza legale condotta attraverso 110 interventi;

Assistenza sociale e consulenza psicologica svolte in collaborazione con i servizi territoriali;

Sostegno alla genitorialità.


Centro MAREE
Via Monte delle Capre, 23 – 00148 – Roma Tel. 06.6535499
E-Mail:
centromaree1@virgilio.it

Destinatarie
Donne in difficoltà nella maternità o comprovato stato di disagio per altri motivi.

Inizio attività:
2000

Attività anno 2006
Sono stati svolti 564 colloqui di sostegno e 259 sono state le donne effettivamente accolte.
L’utenza del Centro “Maree” riguarda principalmente donne giovani e con figli piccoli; l’80% sono immigrate e non coniugate che chiedono aiuto per sottrarsi ad una situazione di semischiavitù domestica o che sono state abbandonate dal proprio partner insieme ai propri figli.
Le donne ospitate all’interno del Centro sono state 21  e i minori sono stati 19
L’età è compresa tra i 20 e i 35 anni.

Le principali richieste di aiuto pervenute sono state le seguenti:

Ospitalità in situazione di pericolo;
Ricerca lavoro e bisogno formativo;
Sostegno e assistenza socio-sanitaria;
Sostegno psico-sociale;
regolarizzazione della posizione legale ( per le donne immigrate );
problemi alloggiativi.

A queste si aggiungono le richieste avvenute da parte di Enti o Istituzioni esterne quali; Tribunali, ASL e le Forze dell’Ordine per:
     1) incontri protetti/facilitati;
     2) recupero della genitorialità;
     3) valutazione del rapporto madre/bambino.

 
Gli interventi hanno riguardato:

28 colloqui di sostegno rivolti ai minori;
83 incontri protetti;
80 colloqui di orientamento al lavoro;
sono state svolte 53 consulenze per il Tribunale per i Minorenni, 49 per il Tribunale civile e 34 per il Tribunale Penale;
sono stati svolti 61 colloqui di monitoraggio socio-sanitario e 10 visite ginecologiche.


Centro LA GINESTRA
Centro Provinciale di prima accoglienza e assistenza sociale per donne in difficoltà.
Via di Colle Tocciarello, 1 – VALMONTONE
Tel. e Fax 069591187

E-Mail: cadd.valmontone@libero.it

Destinatarie
Donne in difficoltà nella maternità o comprovato stato di disagio per altri motivi.

Inizio attività:
2000

Attività anno 2006
Le donne accolte sono state 247 e i colloqui effettuati sono stati 546. Oltre ai colloqui con le donne ospiti, il dato numerico riguarda anche gran parte del lavoro che viene svolto con le donne del territorio, dove emerge sempre più il problema della violenza domestica e situazioni di gravi disagi sociali di cui sono vittime.
L’accoglienza ha riguardato donne di tutte le età, anche adulte, nello specifico la fascia di età è compresa tra i 18 e i 70 anni.
L’utenza del Centro di Valmontone riguarda principalmente donne italiane con il 70,5%, mentre le straniere sono il 29,5%.
Sono state ospitate 24 donne e 21 minori.
Le richieste di aiuto hanno riguardato: oltre alle difficoltà abitative, disoccupazione, ragazze madri in difficoltà, stalking, straniere senza permesso di soggiorno, segregazione, sospensione della patria podestà con allontanamento dei minori, anche maltrattamenti e violenze, sia psicologiche che fisiche, maltrattamenti e stupri all’interno delle mura domestiche, bambini testimoni di violenza.

Gli interventi sono stati i seguenti:
90 consulenze legali per separazioni, affidamento dei minori, allontanamento dalla casa del coniuge violento e integrazioni di querela.
Le consulenze di orientamento la lavoro sono state 35;
Attività con le donne attraverso corsi di bioenergetica, cucina multietnica, ricamo e lavoro a maglia;
Attività con i bambini attraverso i laboratori ludico ricreativi;
Attività di formazione;
Sostegno alla relazione madre-figlio.


Sostegno e ospitalità

Le modalità di accesso ai servizi offerti dai tre Centri sono simili.
Nello specifico il Centro Antiviolenza, è quello che ha accumulato 14 anni di attività, ragion per cui ha anche acquisito maggiore esperienza, ma tutti e tre i Centri hanno consolidato le seguenti attività:
- centralino in funzione 24 ore per 365 giorni;
- ascolto, sostegno all’autostima e nella relazione materna;
- ospitalità temporanea nel Centro o invio ad altri Centri residenziali;
- consulenza psicologica con colloqui individuali;
- accesso all’assistenza legale di donne avvocato;
- inserimento dei bambini a scuola;
- accompagnamento nella ricerca di casa, lavoro, autonomia;
- relazioni per i Tribunali, esposti per le Forze dell’ordine;
- pratiche burocratiche per riconoscimento dei diritti e accesso ai servizi del ter
ritorio.


Lavoro di rete

Fin dalla loro nascita, i Centri hanno cercato l’apertura verso l’esterno creando così una vasta rete di rapporti di collaborazione con i servizi territoriali di riferimento e con le Istituzioni, con l’obiettivo di unire le forze e le risorse di ciascuno per poter dare una risposta più adeguata e globale ai problemi presentati dalla donna in difficoltà.

Nello specifico il Centro Antiviolenza, grazie al lavoro di rete ha potuto constatare l’aumento delle segnalazioni da parte di Assistenti Sociali, Servizio Sanitario, Forze dell’Ordine, Magistratura e dall’Amministrazione Provinciale di Roma - Settore Servizi Sociali.

Il Centro Antiviolenza si avvale anche della collaborazione dei servizi socio-sanitari del territorio, della polizia municipale, dei Commissariati, delle stazioni dei Carabinieri, della Questura, dei Tribunali e di alcuni Ministeri.

Importante e fondamentale è stato anche costruire una rete con gli altri Centri Antiviolenza presenti nel territorio Nazionale, in quanto come spesso avviene, questi contatti possono essere utili nel caso in cui la donna per motivi di sicurezza debba essere allontanata dalla zona di provenienza.

Il Centro “La Ginestra” di Valmontone ha consolidato la collaborazione dando la priorità ai rapporti con i Comuni e i Consultori che ricadono sui territori della ASL RMG e RMH che per zona geografica sono i maggiori fruitori del Centro.

Il Centro è in rete con le Forze dell’Ordine, Scuole , Ospedali, Caritas, Associazioni no profit, COL, Tribunali; Avvocati/e.
Inoltre, avendo partecipato alla trasmissione televisiva “Uno Mattina Estate, Quota Rosa “ il Centro è stato contattato da una molteplicità di Servizi Sociali e da donne residenti nelle più svariate città  d’Italia.

Anche il Centro “Maree”, per poter portare avanti un vero progetto di reinserimento in situazioni di disagio come quelle di cui si occupano, ha ritenuto importante e fondamentale creare la collaborazione e l’integrazione con le diverse strutture operanti nel territorio.

Innanzitutto la collaborazione è partita con il XV Municipio dove il Centro è ubicato e poi via via si sono intessuti rapporti con le Assistenti Sociali e il Dipartimento Materno Infantile dei Municipi di Roma, coi Comuni della Provincia, il Policlinico Umberto I, la Questura Centrale, le Ambasciate e con il Dipartimento V del Comune di Roma.

Tutti gli interventi e le attività dei tre Centri sono strutturati in modo tale da aiutare le donne e i minori a elaborare la situazione di disagio, a costruire un progetto di autonomia della donna basato sulla strutturazione del se persona, creare dei presupposti per un inserimento lavorativo, ricostruire un nucleo familiare in cui la donna-madre sia un valido punto di riferimento per i suoi figli ed infine far si che i bambini diventino degli adulti equilibrati e rispettosi del se.
   
La creazione della rete rappresenta quindi, uno dei punti di forza per l’attuazione del progetto di fuoriuscita dalla situazione di disagio e di violenza in cui si viene a trovare la donna, rete che con il tempo si è consolidata sempre di più.